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Castello di Miradolo

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Il Castello di Miradòlo è un edificio storico di San Secondo di Pinerolo, situato in località Miradolo all’imbocco della Val Chisone, e costituito da una parte nobiliare e da una zona rustica. Le prime notizie certe legano la storia della dimora, inizialmente descritta come una “cassina” di campagna seicentesca; alla  fine del 1700 venne trasformata da Antonio Maurizio Massel di Caresana  in residenza nobile, costruendovi la peschiera e il giardino formale intorno alla  casa padronale.

Il castello e il suo parco vissero la loro epoca d’oro dagli anni Venti dell’Ottocento, quando Maria Elisabetta Ferrero della Marmora  sposa del marchese Maurizio Massel e fa costruire la Citroniera, la Torre Rotonda, il muro di cinta, fa rifare la facciata principale, inserire le decorazioni neogotiche e ridisegnare e ampliare il giardino. Nel 1866 la nipote Teresa Massel, sposa Luigi dei conti Cacherano di Bricherasio, il quale, come dono di nozze alla sposa, fece ristrutturare il Palazzo di Miradolo, secondo il gusto neogotico.

Dall’unione di Teresa e Luigi nacquero Sofia e Emanuele, tra i soci fondatori e maggiore azionista della FIAT, prima grande azienda automobilistica italiana, morto prematuramente nel 1904. Estinta la famiglia, nel 2007  il complesso viene acquistato da un gruppo di privati e concesso in comodato gratuito alla Fondazione Cosso, che l’anno dopo ha avviato un imponente progetto di restauro del palazzo e del parco, salvandolo dall’abbandono e aprendovì un polo culturale, un centro di ricerca e di sperimentazione nel campo delle arti e della natura.

Il parco. Il Parco che circonda il Castello di Miradolo si estende per oltre 6 ettari e “ancora oggi lascia trasparire gli orientamenti progettuali ed il gusto di chi iniziò a delinearlo, nel Settecento, e di chi poi ne proseguì la creazione, nell’Ottocento, espandendone la superficie”.  Il progetto originario  risale all’ultimo quarto del Settecento, quando il Palazzo di Miradolo era ornato da un giardino di delizie, un frutteto e una peschiera, ed era circondato da terreni coltivati a foraggio, orti e vitigni. Nella prima metà dell”800, il parco assume sembianze paesaggistiche di carattere romantico, prima con un progetto del 1823 firmato da paesaggista Xavier Kurten, poi, nel 1866 con l’intervento di Maria Elisabetta Ferrero della Marmora: ispirato al giardino informale di gusto inglese, è caratterizzata da una forma vagamente ovale, con una grande radura prativa centro, sulla quale si affacciano gruppi di arbusti, boschetti e alberi isolati, fra cui camelie, Taxodium distichum, Gingko biloba e Sequoia sempervirens. È attraversato da una rete di canali irrigui, un tempo alimentati da un picoco lago poi scomparso.

foto dal web

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