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Cantine Donnafugata

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Il nome Donnafugata significa letteralmente “donna in fuga” e fa riferimento alla storia della Regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV di Borbone che ai primi dell’Ottocento, in fuga da Napoli, si rifugiò nella parte di Sicilia in cui oggi si trovano i vigneti aziendali.

Questo nome è stato indicato dallo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, come uno dei possedimenti di campagna del Principe di Salina, ne “Il Gattopardo”.

L’azienda, situata a Marsala, in provincia di Trapani, dove si trovano le cantine costruite nel 1851, che sono un esempio vivo di archeologia industriale con il tipico impianto del “baglio” mediterraneo con l’ampia corte interna punteggiata di agrumi e di ulivi e le capriate in legno.

La filosofia di questa azienda agricola mira a raggiungere l’eccellenza attraverso la cura dei particolari sia nel vigneto sia in cantina creando uno stretto rapporto con l’ambiente circostante, per interpretare l’essenza della Sicilia e raccontarne nei suoi vini tutto l’universo sensoriale dei suoi terroirs unici. Donnafugata infatti, coltiva in 10 contrade diverse una pluralità di vitigni sia internazionali che autoctoni, come ‘Ansonica’, ‘Catarratto’ e il ‘Grecanico’, di origine greca, come dice il nome.

Donnafugata inoltre si impegna responsabilmente per lo sviluppo eco-compatibile e culturale del proprio territorio: dal 2013, misura il proprio impatto ambientale calcolando il “Carbon Footprint”, ossia l’Impronta Ecologica, un importante passo verso la riduzione del proprio impatto ambientale.

Donnafugata coltiva però anche sull’Isola di Pantelleria, a Khamma, dove nel 1999 recupera una vigna di ‘Zibibbo’ di 7 ettari con piante centenarie, a piede franco, cioè non innestate, che lo rendono non solo più sano e longevo delle piante innestate ma anche più resistente alla siccità, al calcare e alla salinità. Si tratta di esemplari cresciuti in questi terreni sabbiosi di origine vulcanica, dove la presenza della fillossera risulta molto contenuta, e con un equilibrio vegeto-produttivo più armonico con uve dalle qualità eccezionali. La coltivazione in queste aree impervie è da sempre un esempio abilità e costanza: famosa per il suo clima arido e ventoso, Pantelleria è nota per la vite allevata ad alberello molto basso.

La viticoltura sull’isola rappresenta una forma di tutela del territorio, che altrimenti potrebbe franare e divenire incolto, oltre a un rappresentare un patrimonio inestimabile per l’economia dell’isola; inoltre la conservazione dei vigneti significa conservare l’intero paesaggio fatto di manufatti che richiedono costante attenzione e manutenzione, come i muretti a secco e i frangivento.

Nel 2008 Donnafugata ha recuperato e donato la FAI uno dei pochi esemplari restaurati e visitabili di giardino pantesco, tipica forma di architettura rurale a pianta circolare con alti muri di pietra lavica realizzati a secco, che creano al loro interno un microclima fondamentale per la coltivazione di una o più piante di arancio, Citrus sinensis L. “Osbeck”, che vengono così riparate dal vento e dalla siccità, non richiedendo neppure irrigazioni.

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Contatti

Via S. Lipari, 18 - Marsala(TP)

0923 724206

http://www.donnafugata.it

Altre info

su prenotazione

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