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Foresta demaniale del Monte Limbara Sud

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In Gallura, nel nord della Sardegna, non distante del comune di Tempio Pausania, è presente una vasta area caratterizzata dalla presenza di sugherete, lecci e corbezzoli. Ciò che rende unica questa foresta è il granito, che qui assume forme e dimensioni bizzarre e maestose. Da vedere assolutamente le piscine naturali e la gola del Rio Pisciaroni, i graniti di Punta Giogantinu e le sequoie giganti di Vallicciola, una zona pianeggiante ad oltre mille metri d’altitudine. Ricca anche la fauna, che comprende cinghiali, volpi, lepri e diversi uccelli rapaci tra i quali l’aquila reale, il gheppio e il falco pellegrino.

Il perimetro forestale di Monte Limbara Nord, è un Sito di Interesse Comunitario, e si estende su 2335 ha di proprietà del comune di Tempio Pausania. L’opera dell’Amministrazione Forestale inizia negli anni ’50 con prevalenza di attività di rimboschimento a conifere.

Alla fine degli anni ’90 l’Azienda Foreste Demaniali della Regione Sardegna succede all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste e da allora iniziano anche le attività di gestione forestale.

Oggi è l’Ente Foreste della Sardegna a governare il territorio, con attività prevalenti di rinaturalizzazione dei boschi finalizzate alla reintroduzione delle specie autoctone. Sono altresì favoriti i processi di conservazione e valorizzazione degli ambienti, con finalità di fruizione turistico ricreativa sostenibile.

Il territorio è completamente ricoperto da vegetazione, con sugherete nella parte inferiore, aree di conifere introdotte con i rimboschimenti, boschi di leccio, corbezzolo e macchia, ericeti e garighe nelle parti più elevate.

A caratterizzare il paesaggio la componente di granito, con emergenze chiamate tafoni che sovente assumono dimensioni e forme maestose e bizzarre.

La formazione vegetale prevalente che caratterizza il territorio è la macchia mediterranea, costituita da erica (Erica arborea e E. scoparia), corbezzolo (Arbutus unedo) e fillirea (Phillyrea spp.).

Quando le caratteristiche pedologiche lo consentono la vegetazione si evolve a forme più evolute con leccio (Quercus ilex) associato al frassino orniello (Fraxinus ornus), all’agrifoglio (Ilex aquifolium), all’acero minore (Acer monspessulanum) ed al tasso (Taxus baccata).

I boschi di sughera (Quercus suber) sono invece radicati nelle fasce più basali ed in quei lembi più antropizzati. Tra i rimboschimenti misti si distinguono prevalentemente il Pino marittimo ed il Pino nero.

La macchia-gariga che si sviluppa nelle aree cacuminali delle montagne è costituita dal ginepro nano (Juniperus nana), dal prugnolo selvatico (Prunus spinosa) e dalla ginestra spinosa (Calycotome spinosa).

Vi si trovano anche numerosi rari endemismi quali il ribes del Limbara (Ribes sandalioticum), la viola di Corsica (Viola corsica), l’erba barona (Thymus herba-barona), la carlina sardo-corsa (Carlina macrocephala) e la felce florida (Osmunda regalis).

fonte testo, http://www.paradisola.it/natura/foreste-sardegna/738-limbara, fonte foto, http://www.itenovas.com/in-ambiente/1199-monteacuto/berchidda/1854-foresta-demaniale-monte-limbara-sud.html

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