Giardino alpino Antonio Segni

Il Giardino alpino Antonio Segni si trova ai piedi dello scoglio dolomitico del Gruppo del Civetta, sul versante meridionale dominato dalle imponenti ed eleganti pareti della Cima Busazza, della Torre Venezia e della Torre Trieste. Nasce nel 1963 in seno alla sezione CAI Coneglianese col proposito di far conoscere la bellezza e la diversità della flora alpina dolomitica.
Situato nel territorio del comune di Taibon Agordino, in prossimità del rifugio Vazzoler a quota 1.714 m sul livello del mare, è facilmente raggiungibile seguendo uno dei tanti sentieri della zona, in particolare percorrendo la strada che da Listolade si addentra nella Val Corpassa.
Il Giardino si estende su un’area di 5000 metri quadrati, e si articola principalmente in due sezioni: la prima lasciata all’evoluzione naturale, la seconda propone gli ambienti tipici delle Dolomiti Bellunesi.
La vegetazione sfuma gradualmente dalle formazioni arboree a quelle arbustive, fino alle praterie alpine per poi passare alla colonizzazione dei ghiaioni presenti ai piedi delle pareti rocciose verticali. La Pecceta alpina con abete rosso (Picea abies) e larice (Larix spp.) è abbondantemente presente nella zona. Dove il bosco si apre, e in zone più aspre e povere, la specie dominante è il pino mugo (Pinus mugo) con il caratteristico portamento strisciante e prostrato. Ad esso si accompagnano numerosi arbusti: rododendri, mirtilli, ginepri, salici e caprifogli spontanei. Nelle zone ancora oggi pascolate, si possono invece trovare numerose specie floristiche che nel periodo delle fioriture creano vivaci macchie di colore. All’interno del giardino, oltre alle diverse consociazioni vegetali, si possono notare altre specie arboreo-arbustive quali il faggio, il maggiociondolo alpino (Laburnum alpinum), il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) e numerosi salici. Sono presenti circa 180 specie arboree, arbustive ed erbacee ospitate nelle roccere e nelle aiuole servite da sentieri didattici. Tra le principali sono rilevanti gli endemismi dolomitici ed est alpini, come il raponzolo di roccia (Physoplexis comosa), la campanula della carnia (Campanula carnica), la bonarota comune (Paederota bonarota), la cinquefoglie delle dolomiti (Potentilla nitida), il rododendro nano (Rhodothamnus chamaecistus) e la sassifraga incrostata (Saxifraga crustata). Tra le fioriture più sgargianti e appariscenti vi sono il giglio di San Giovanni (Lilium bulbiferum) e il giglio martagone (Lilium martagon).

Contatti

Belluno(BL)

http://www.caiconegliano.it

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