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Horti Farnesiani su Palatino

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Gli Horti Farnesiani, detti anche Orti Farnesiani, Giardini Farnese o Giardini di Farnese sul Palatino sorgono sul lato settentrionale del Colle Palatino, affacciati sul Foro Romano. Vennero creati nel 1550 dal cardinale Alessandro Farnese, nipote di papa Paolo III, che acquistò quasi l’intero colle, con l’intento di realizzare un maestoso giardino, a testimonianza della raggiunta e consolidata posizione politica e istituzionale della sua nobile famiglia. Il disegno della parte più antica dei giardini, è attribuita agli architetti Jacopo Barozzi da Vignola e Giralomo Rainaldi.

Tra il 1612 e il 1626 Odoardo Farnese, duca di Parma, vi fa inserire un ambiente a grotta, successivamente trasformato nel Ninfeo della Pioggia, una terrazza chiusa da un lato dai ruderi della Domus Tiberiana, una prima grande Uccelliera. Tra il 1627 e il 1635 Odoardo provvede alle ultime trasformazioni per il suo matrimonio con Margherita de’ Medici, avvenuto nel 1628: costruisce una nuova Uccelliera opposta alla precedente, due scalinate formate da tre rampe, che si collegano con il piano superiore del giardino, un sistema di architetture sovrapposte e terrazzate, che comprendono il Teatro del Frontone, il Casino dei Fiori, dalle logge completamente dipinte, un Giardino Segreto, un selvatico recintato da alte mura. Vi inserisce molte piante nuove e uccelli esotici.

Alla metà del 1600, quando Ranuccio II Farnese trasferisce la corte a Parma, comincia il declino del giardino, che in seguito viene trasformato in azienda agricola, la “Reale Azienda Farnesiana”. L’ultima discendente dei Farnese, Elisabetta, sposa Filippo V di Borbone e gli Horti passano alla famiglia di quest’ultimo.

Agli inizi del 1800 l’amministrazione francese a Roma fa trasformare le Uccelliere in veste neoclassica. Fra le mete più amate del Grand Tour, gli Horti Farnesiani nel corso del secolo acquistano l’aspetto di giardino romantico fra le rovine. Nel 1861, infatti, l’imperatore francese Napoleone III compra gli Horti Farnesiani da Francesco II di Borbone, con l’intento di condurvi scavi: i giardini formali vengono completamente distrutti, mentre le fontane e le costruzioni vengono conservate o in parte riadattate e le Uccelliere diventano l’abitazione del direttore degli scavi. Della Villa Farnese rimangono pochi resti.

Nel 1870 gli Horti Farnesiani vengono acquistati dal Governo italiano.
All’inizio del 1900 l’archeologo Giacomo Boni prosegue gli scavi intrapresi nel 1876 dal predecessore, Lanciani, occupandosi anche del giardino e reintroducendovi essenze esotiche a ricordo della sua destinazione botanica nel corso del 1600. Il grande archeologo vi verrà sepolto.

Dopo un lungo periodo di abbondono, gli Horti vengono chiusi al pubblico nel 1988. In seguito a un importante restauro iniziato nel 2013, nel 2018 vengono riaperti al pubblico le Uccelliere e parte degli Horti, con la messa a dimora di allori, cipressi, tassi, agrumi, rampicanti e rose damascene per ricreare il fascino dell’antico giardino.
Sono stati restaurati anche il percorso che attraversa il sistema di rampe, portici e terrazze, il Teatro del Fontanone, Il Casino dei Fiori e il sistema delle acque.

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