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La patata aquilana

Nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è stata rinvenuta e recuperata un’antica varietà detta “turchesa” dalla caratteristica colorazione viola della buccia, ricordata ancora da molti anziani ma praticamente scomparsa dalle loro tavole. Il progetto, partito nel 2003 ha previsto la reintroduzione e lo studio di questo tubero sia nelle originarie zone di produzione come in altri Comuni e ad altre quote per valutarne il comportamento e le caratteristiche agronomiche e sensoriali, allo scopo di limitare il rischio di totale estinzione.

Oggi, questo tubero non è più dimenticato e a garantirne la coltivazione e la provenienza, dietro l’impulso dello stesso Ente Parco, è nata l’Associazione Produttori della Patata Turchesa del Parco.

Insieme ai coltivatori, come Soci ci sono anche punti vendita e ristoratori cui è riservata l’esclusiva sulla vendita e l’uso in cucina di questa patata.
Nel 2015 la patata turchesa è diventata Presidio Slow Food.
I Presìdi sostengono in tutto il mondo le piccole produzioni tradizionali a rischio di scomparsa, valorizzano territori, recuperano mestieri e tecniche di lavorazione antichi, salvano dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta.

fonte foto e testo, http://www.gransassolagapark.it/pagina.php?id=291

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Parco Nazionale del Gran Sasso

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