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Parco del Ticino Piemontese

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Il Parco del Ticino Piemontese, istituito nel 1978, si estende su una superficie di 6.561 ettari a Parco Naturale comprendendo parte del territorio di undici Comuni della Provincia di Novara: Castelletto sopra Ticino, Varallo Pombia, Pombia, Marano, Oleggio, Bellinzago, Cameri, Galliate, Romentino, Trecate e Cerano.

La Valle del Ticino, situata in parte nel territorio elvetico ed in parte fra Lombardia e Piemonte, nella porzione ubicata in territorio italiano è tutelata, per la parte lombarda, dal Parco lombardo della Valle del Ticino, mentre per la parte piemontese dal Parco naturale del Ticino. Tutta la Valle del Ticino ha ottenuto nel 2002 il riconoscimento di Riserva della Biosfera all’interno del Programma Man and Biosphere (MAB) dell’Unesco. Dopo il recente ampliamento, la Riserva oggi copre una superficie di circa 150.000 ettari.

Il paesaggio del Parco è caratterizzato significativamente caratterizzato dal fiume e dalla sua valle, da boschi e zone umide, che rappresentano un unicum di grande bellezza. Vicino alla valle fluviale, il paesaggio della pianura irrigua racconta i tanti e importanti interventi dell’uomo su questo territorio, caratterizzato danumerosi fontanili, grandi opere idrauliche, cui i i Navigli, i canali di irrigazione e a uso industriale, le dighe, le marcite, le cascine lombarde, i mulini, le risaie, i campi coltivati a prato stabile o a cereali, le coltivazioni di pioppi.

Verso nord la pianura asciutta, le brughiere, i boschi, le prime colline moreniche e i Laghi Maggiore e di Comabbio, modificano il paesaggio della pianura irrigua,  con lo sfondo della catena alpina e in particolare del Monte Rosa.

I boschi del Parco del Ticino: costituiscono l’ultima e la più importante area forestale della Pianura Padana. Ricoprono complessivamente circa 20milaettari e, per continuità ed estensione, rappresentano un’eccellenza territoriale. I boschi della zona sono infatti in gran parte boschi degradati e  invasi da piante esotiche a carattere infestante, come la robinia prima e il ciliegio tardivo poi, causati da mutamenti socio-economici del passato, come la crescita industriale nel secondo dopoguerra, la  meccanizzazione agricola intensiva, il massiccio espandersi della pioppicoltura, i tagli intensivi, la caccia venatoria.  Con la successiva istituzione dei grandi parchi fluviali (Ticino, Adda, Lambro, Oglio, Mincio e Serio) si sta lentamente ponendo rimedio.

Fonte foto e testo: http://ente.parcoticino.it/il-parco/il-parco-in-cifre/

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