Parco di Capodimonte /Bosco di Capodimonte

Il Parco di Capodimonte (già Real Bosco di Capodimonte) è il più grande parco pubblico della città di Napoli. Ha un’estensione di 134 ettari con circa 400 entità vegetali classificabili in 108 famiglie e 274 generi. Il bosco è di pertinenza di un casino di caccia che nel 1738 divenne la Reggia di Capodimonte, oggi completamente dedicata al ruolo di Museo. Occupa i tre piani dell’edificio con al primo piano l’Appartamento storico e una ricca collezione farnesiana; al secondo piano ospita la galleria con opere napoletane dal 1200 al 1700; mentre il terzo piano è dedicato alla collezione di opere del 1800 e di arte contemporanea. All’interno del suo perimetro si contano sedici architetture tra residenze, casini, fabbriche artigiane, depositi e chiese, oltre a fontane e statue, orti e frutteti ed un cimitero, quello dei Cappuccini dell’Eremo.
Il Bosco fu voluto da Carlo III di Borbone nel 1734 e concepito inizialmente come riserva da caccia, ma con il Re Ferdinando II fu trasformato in giardino all’inglese, assumendo l’aspetto odierno. L’aspetto attuale (giardino all’inglese) è frutto del lavoro del botanico Dehnardt che, intorno alla metà del XIX secolo, trasformò i giardini arricchendoli di nuove specie arboree dal fascino esotico. L’accesso al Parco si ha dalla Porta di Mezzo che conduce al grande emiciclo dal quale si aprono a ventaglio i cinque viali che hanno vari bivi e diramazioni (oltre 100 tra vialetti e sentieri). Scenografie naturalistiche non mancano in un bosco reale dove però la zonizzazione vegetale era funzionale alle tipologie di caccia praticate dal re, per cui a zone densamente arboree con lecci, castagni, carpini ed olmi seguivano zone arbustive Myrtus communis, Ligustrum vulgare e Prunus laurocerasus. Interessante ambiente del Parco è il Casino della Regina con annesso un prezioso giardino settecentesco murato, di cui oggi resta la collezione di agrumi. meglio conservato è il Giardino dei Principi, modificato intorno al 1840 da Dehnhardt che introdusse le palme nella prateria davanti al Casino dei Principi.
Dopo molte distruzioni e manomissioni, nel periodo bellico e postbellico, il complesso è stato di recente recuperato attraverso un accurato restauro dell’impianto architettonico e vegetale.

LE PIANTE
Attualmente si osservano nel parco molti esemplari di Phoenix canariensis, Washingtonia, gruppi di Phoenix reclinata e di palme nane (Chamaerops humilis) e solo sporadici o singoli esemplari di Cycas revoluta, Butia capitata e Livinstona chinensis. Presso la Porta di Santa Maria dei Monti è ubicato il complesso denominato Fabbricato Torre che include aree a giardino, con differenti destinazioni d’uso. Fin dal XVIII secolo era suddiviso in più ambiti indipendenti: il “Giardino della Fruttiera” per la produzione di frutta pregiata per la “Mensa del Re”; il “Giardino dei Fiori” dove si coltivavano ananas e molte varietà di fiori; il “Giardino della Purpignera” per la riproduzione di ananas e di colture orticole; ed infine il “Giardino della Fruttiera di basso”, addetto a vivaio.
Inoltre, sono presenti le specie tipiche della macchia mediterranea, come ad esempio nel vallone di San Gennaro: una stretta gola ad oriente del viale principale, che taglia longitudinalmente le aree a nord del Bosco, in cui le specie dominanti sono il castagno (Castanea sativa) e l’acero di monte (Acer pseudoplatanus), cui si affianca il leccio (Quercus ilex). Sono frequenti anche il nocciolo (Corylus avellana), il carpino bianco (Carpinus betulus) e la roverella (Quercus pubescens). Il sottobosco è formato da numerose entità vegetali, comuni agli altri valloni come il pungitopo (Ruscus aculeatus) e, nelle zone più umide, alcune specie di felci. Dallo “Stradone dell’Eremo” si può accedere ad uno dei percorsi più suggestivi che scendono nel fondovalle e che si snoda in curva tra altissimi pini neri (Pinus nigra)e abeti, gli unici esemplari sopravvissuti impiantati intorno al 1834.

Contatti

Via Miano, 4 - Napoli(NA)

081 7410080

http://www.boscodicapodimonte.it

Altre info

Ingresso gratuito

Aperto tutto l'anno, chiuso Lunedì in Albis

Aperto dalle 7:45 a un'ora prima del tramonto

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