Parco Naturale Lame del Sesia

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Il Parco Lame del Sesia si estende per 830 ettari nelle province di Novara e Vercelli. Attraversato in tutta la sua lunghezza (7,5 Km) dal fiume Sesia, è situato a una quota sul livello del mare che va dai 160 metri del confine nord ai 135 metri del confine sud, a circa due chilometri dagli antichi terrazzi fluviali localmente chiamati ‘baragge’, tra gli ultimi resti delle estese brughiere un tempo diffuse. Scopo del Parco è la protezione degli ambienti fluviali, della loro fauna e flora: lame, meandri, specchi d’acqua, boschi, ghiaie e sabbie, che contrastano nettamente con il paesaggio circostante caratterizzato dalla predominanza della monocoltura a riso. L’aspetto morfologico del territorio è strettamente condizionato dal fiume Sesia, che, avendo carattere torrentizio con ampie escursioni tra i periodi di magra e di piena, ha contribuito a creare gli ambienti che caratterizzano l’area protetta. La sorgente di questo corso d’acqua, il cui bacino idrografico ha una estensione di 2920 Kmq, è ubicata sul Monte Rosa a circa 3000 metri di quota.

I terrazzi creati dal fiume nel territorio del comune di Villarboit sono costituiti da un tipo di suolo poco fertile, argilloso, ricco di ossidi e idrossidi di ferro che gli conferiscono una colorazione rossastra denominato ‘ferretto’.
Ricco di percorsi a piedi o in bicicletta e un “percorso vita”, per chi ama allenarsi in mezzo al verde, il Parco svolge da anni un’importante funzione di monitoraggio, conteggio ed inanellamento dell’avifauna, che è molto ricca e variata: nel 2002 per esempio sono state conteggiati più di 8000 nidi. Tutto l’anno offre, in particolare alle scuole, la possibilità di partecipare a giornate di cattura e censimento degli uccelli.
Intorno al Parco, inoltre, si coltivano i più rinomati risi superfini (Carnaroli, Baldo) e fini, a granello lungo (Sant’Andrea).

Punti di interesse nel Parco
-A San Nazzaro Sesia si trova l’abbazia Benedettina dei Santi Nazario e Celso, fondata nel 1040 dal vescovo di Novara, Riprando, con l’aiuto dei conti di Biandrate. Gli edifici sacri, circondati da una cortina difensiva, risalgono a epoche diverse: sono Romanici il campanile e le due fiancate del nartece, la chiesa è del XV secolo, mentre l’attuale chiostro è frutto di trasformazioni avvenute nei secoli XIV e XV. Poco fuori l’abitato, si erge il santuario della Madonna della Fontana edificato a partire dalla fine del 1500 sopra una sorgente: probabile luogo di culto in età pre-cristiana, sgorga nei pressi dell’altare e fuoriesce da una apertura praticata nel muro della chiesa.

-A Greggio si trovano le tracce del Ricetto, un gruppo di case racchiuso entro un cinta muraria munita di torri in cui si rifugiavano gli abitanti del territorio in caso di pericolo. Sono state costruite nel tardo Medioevo utilizzando, in larga parte, ciottoli di fiume legati con malta e disposti a “spina di pesce”, secondo una tipologia costruttiva un tempo molto diffusa in zona. Il Comune è inoltre attraversato dal canale Cavour che qui sottopassa il fiume Sesia grazie a un sifone artificiale, importante esempio di ingegneria idraulica.

-Ad Albano Vercellese si può ammirare il castello, edificato nell XV secolo su precedenti fortificazioni; presenta tre grandi finestre a sesto acuto ornate da formelle policrome e un bella torre di ingresso. Appena fuori dall’abitato, in direzione di Vercelli, vi è l’antica chiesetta della SS. Trinità che conserva pregevoli affreschi quattrocenteschi.

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Contatti

Via XX settembre,12 - Albano Vercellese()

0161 73112

http://www.lamedelsesia.vc.it

Altre info

Ingresso gratuito

Tutto l'anno. Visite guidate su prenotazione.

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