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Quercia delle Streghe

Quercus pubescens (Fagaceae)

 

Questa maestosa roverella cresce in un terreno di proprietà del signor Gianpietro Giuseppe ed è considerata la più grande del comune di Pescara.

Il suo fusto è tozzo, massiccio (6.30 m di circonferenza) e presenta un enorme cavità al suo interno a cui si accede solo dall’alto. Un tempo questa cavità era usata dai partigiani per nascondersi durante la guerra o per stivare le derrate alimentari, ora fa da rifugio per la fauna del luogo, gufi, civette, scoiattoli, cicale, queste ultime si instaurano sotto la corteccia per uscirne d’estate. Le ghiandaie invece vanno e vengono nel mese di settembre, rubando all’albero le preziose ghiande, alcune di queste possono cadere o essere dimenticate in qualche nascondiglio e avere l’occasione di germinare e crescere in una nuova piantina.

L’apparato radicale dell’esemplare è molto profondo ed espanso, garantendo una certa stabilità.

Le condizioni fitosanitarie della quercia secolare (circa 400 anni) sono discrete a causa di potature eccessive fatte in passato.

Il nome “delle streghe” ha origine da alcune leggende secondo le quali sotto i grandi rami della roverella avvenivano i raduni delle streghe per effettuare riti, maledizioni e incantesimi.

 

Come raggiungerlo:

L’albero monumentale si trova a passo Cordone, raggiungibile dalla strada statale n.81 che porta da Penne a Pianella.

 

Scheda botanica della roverella:

La specie possiede un vasto areale, la zona centrale di questo areale si concentra nella parte meridionale dell’Europa.

In Italia la roverella è presente in tutte le regioni.

La specie è eliofila e xerofila, resiste alle basse temperature ma richiede alte temperature nel periodo estivo. Cresce tra i 200 e gli 800 m di quota sui versanti esposti a sud.

Vegeta in boschi e arbusteti aridi.

Al nord della penisola, su terreni calcarei, rocciosi e ben drenati, si associa con orniello, carpino e pino nero. Al centro e al sud si limita a crescere nella parte bassa delle leccete e nella parte alta delle cerrete e dei rovereti.

Il legno della specie è più duro e più pesante delle altre querce, le fibre tendono a staccarsi e per questo risulta meno lavorabile di farnia e rovere, è un ottimo combustibile e produce un ottimo carbone.

 

FOTO:

http://parlalberi.blogspot.it/2013/01/le-querce-delle-streghe.html

Contatti

65014 Passo Cordone(PE)

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