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Riserva Mab Unesco e il Sentiero dei Castagni

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Sull’Appennino Parmense, in Val Taro, trova la Riserva Mab, istituita dall’Unesco nel 2015, che pur rappresentando una condizione tipica del territorio montano-appenninico, è caratterizzata dall’essere un punto d’incontro della frontiera climatica euro-mediterranea. Questa caratteristica ha determinato, insieme all’eredità geologica e ad altri fattori, lo sviluppo di un complesso mosaico ecologico e culturale, a sua volta base dell’evoluzione del paesaggio.Qui si trova la Riserva MaB, istituita nel 2015 dall’UNesco: si estende per 223.229 ettari, interessando 34 Comuni

  • nella provincia di Reggio Emilia: Baiso, Canossa, Carpineti, Casina, Castelnovo ne’ Monti*, Toano, Ventasso*, Vetto, Vezzano sul Crostolo, Villa Minozzo*
  • nella provincia di Parma: Berceto, Calestano, Corniglio*, Langhirano, Lesignano de Bagni, Monchio delle Corti*, Neviano degli Arduini, Palanzano, Tizzano Val Parma
  • nella provincia di Modena: Frassinoro
  • nella provincia di Massa Carrara: Bagnone*, Casola in Lunigiana, Comano*, Filattiera*, Fivizzano*, Fosdinovo, Licciana Nardi*, Villafranca in Lunigiana
  • nella provincia di Lucca: Castelnuovo Garfagnana, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, San Romano in Garfagnana*, Sillano Giuncugnano*, Villa Collemandina*

La Riserva è occupata perlopiù da boschi (faggete, querceti e castagneti), coltivazioni (foraggere, uliveti, vigneti, cerealicole) e pascoli. Vi si trova oltre il 70% della biodiversità italiana, con alcune emergenze quali la primula appenninica, il lupo, l’aquila reale. Sono presenti oltre 2000 specie, di cui 122, tra uccelli, anfibi, rettili, mammiferi, pesci ed invertebrati

A Berceto, antico borgo in pietra appartente all’Associazone Antichi Borghi d’Italia, immerso nel verde della valle del torrente Manubiola, si trova il ritorante e agriturismo ecosostenibile Il Bacher, specializzato piatti con prodotti locali. Fa parte del club di Prodotto Parma City of Gastronomy e in menu ha diversi presidi Slow Food. Utilizza solo ortaggi e frutti antichi propri, coltivati biologicamente, frutti di bosco e funghi. Inoltre in autunno orgnaizza escursioni sul riconoscimento dei funghi.

Nella Riserva si possono fare tante escursioni a piedi o in bicicletta, nei boschi consorziati,  muniti di regolari permessi per raccogliere i porcini della Val Taro: qui infatti si raccoglie il Fungo Porcino IGP, l’unico certificato in Europa, e presidio slowfood. Il marchio è stato ottenuto nel 1993 dal Ministero e nel 1996 dalla CEE. In zona passa anche un tratto della Via Francigena.

Durante le passeggiate si può incontrare una fauna selvatica meravigliosa, come caprioli, daini, tassi, volpi, cinghiali, scoiattoli e uccelli di ogni specie, immersi in boschi millenari, perlopiù di castagni, in una natura ancora incontaminata.

Berceto. La sua posizione sulla via Francigena, una tra le più importanti vie di comunicazione commerciale, ha fatto di Berceto un luogo strategico fin dal medioevo. Le sue origini risalgono all’VIII secolo: il re Longobardo Liutprando fece costruire un monastero nella valle e, col passare del tempo, la comunità attorno al monastero divenne sempre più ampia. Importante presidio religioso, nell’879 passò sotto il controllo del Vescovo di Parma. Nel XII secolo divenne proprietà del Comune di Parma e, dal 1308 fino al 1666, fu feudo della famiglia dei Rossi che furono molto attenti all’abbellimento estetico del Borgo.

Il Sentiero dei Castagni. Da Borgo Val di Taro parte  un percorso che arriva ai raggruppamenti di case di pietra di Vighini e di Carlinetti, fra ameravigliosi boschi di castagni, alimentati da torrenti, sorgenti e torbiere. Dalla stazione di Borgotaro si prende la provinciale del Passo del Bratello, la si percorre per un po’, poi si svolta a sinistra  una strada che sale verso il paese di Grifola. Da qui si percorre la strada comunale sino al borgo dei Vighini. Se si vuole, si può proseguire per la torbiera dell’Orsaresso, lasciando la strada pedonale a tra Vighini le Carlinetti, entrando nel bosco lungo un sentiero (Cai 833 D), che costeggia un castagneto da frutto abbandonato,  prosegue,  tra i boschi di castagno da frutto  e da ceduo, attraversa il Rio Orsaresso, che alimenta la torbiera omonima, poi costeggia un’abetina di abete rosso, abete bianco e duglasia nella Piana della Ghierma, e raggiunge Prato Zuccone, una  torbiera ormai quasi totalmente interrata. Dal Prato Zuccone il sentiero continua a costeggiare l’abetina fino ad attraversare il Rio del Burallo e altri torrenti sino a raggiungere alle antiche cascine di Pian del Lago, 770 metri di altitudine. Da qui il sentiero ritorna al Prato di Orsaresso, e prosegue sino ai Carlineti, poco sotto il luogo di partenza.

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Contatti

Borgo Val Taro e altre (PR)(PR)

0522/610551 oppure 0585/947200

http://www.mabappennino.it

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