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Riserva naturale Collemeluccio

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Di proprietà del Duca D’Alessandro di Pescolanciano ed esteso circa 500 ettari, il bosco di Collemeluccio fu portato in dote a questi dalla nobildonna Desiderata Mellucci (Palazzo Mellucci), da cui sembra derivi il nome e che lo avrebbe acquistato nel 1628 dall’Università di Pietrabbondante. Rimase di proprietà dei D’Alessandro fino al 1895, anno in cui il Banco di Napoli lo vendette a famiglie del luogo.

Oggi Riserva naturale di Collemelluccio è un’area naturale protetta della regione Molise, in provincia di Isernia. Ricade interamente nel territorio comunale di Pescolanciano ed occupa una superficie di 347 ettari. È stata istituita nel 1971 ed è una Riserva della biosfera UNESCO, insignita della qualifica internazionale assegnata dall’UNESCO per la conservazione e la protezione dell’ambiente, all’interno del programma sull’Uomo e la biosfera – MAB (Man and Biosphere).

La foresta è caratterizzata per più dell’80% dall’abete bianco, presente a Collemeluccio con formazioni spontanee quali relitto delle antiche abetine che nei secoli e millenni addietro ricoprivano la dorsale appenninica e che oggi, oltre che in Molise, si ritrovano con piccoli nuclei in Abruzzo, in Toscana e in Calabria. In questa particolare realtà, infatti, le gestioni passate, basate su una moderazione dei tagli e sulla loro distribuzione su tutta la superficie del bosco, hanno determinato un’ottima conservazione dell’abete bianco.

L’altra specie dominante è il cerro (Quercus cerris), che caratterizza maggiormente le aree a margine. Nelle esposizioni più fresche all’abete si associa il faggio. A queste si aggiungono il carpino bianco, l’acero campestre, l’olmo campestre, il ciavardello ed il frassino maggiore.

Nel sottobosco rigoglioso crescono il biancospino, l’agrifoglio, il prugnolo e il nocciolo.

Nelle radure e lungo i margini sono frequenti i meli, i peri selvatici, i sorbi e fra i cespugli la rosa canina e il pruno selvatico.

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