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Riserva Naturale Statale Biogenetica di Vallombrosa, abbazia, castello e parco e di Regello

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La Riserva Naturale Statale Biogenetica di Vallombrosa è nata nel 1973, dall’antica foresta creata dai monaci dell’Abbazia di Regello (o Abbazia di Vallombrosa), in particolare dal suo fondatore S. Giovanni Gualberto, e da loro curata per molto tempo. I monaci sono stati i proprietari dal 1039 al 1866, anno in cui, a seguito della soppressione degli ordini religiosi, tutti i beni sono entrati in possesso dello Stato italiano; nel corso dei secoli la superficie della foresta è aumentata grazie all’acquisizione di numerosi territori.

A testimoniare il valore e l’unicità di questo sito prima, nel 1869, è nata nei locali dell’Abbazia la prima Scuola Forestale Italiana che nel 1914 verrà trasferita a Firenze, in seguito, a partire dal 1880, sono stati creati alcuni Arboreti Sperimentali che rappresentano oggi una delle collezioni dendrologiche più importanti d’Italia. Nel 1973 è stata infine dichiarata Riserva Naturale Statale Biogenetica di Vallombrosa, gestita dal Corpo Forestale dello Stato.

L’azione antropica durante i secoli ha influenzato notevolmente non solo le specie vegetali presenti in loco, ma anche la loro presenza e la loro distribuzione, come nel caso della coltivazione dell’abete bianco (Abies alba), di cui si ha notizia dal 1300, ed ha avuto una notevole espansione fin dal 1600.

Proprio l’abete bianco, insieme al castagno (Castanea sativa), sono le specie forestali qui più favorite, a scapito non solo delle caducifoglie come il cerro (Quercus cerris) e la roverella (Quercus pubescens) ma anche del faggio (Fagus sylvatica); quest’ultimo si trova in particolare vicino al crinale e di grande importanza nel passato per la produzione di carbone, ma anche di radure e pascoli che sono stati nel tempo sensibilmente ridotti.

Nella parte inferiore della foresta si possono osservare pini neri (Pinus nigra), castagni e cerri, mentre attorno all’Abbazia prevale l’abete bianco.

Di notevole interesse sono inoltre le formazioni a leccio (Quercus ilex), orniello (Fraxinus ornus) ed erica (Erica carnea) sui costoni esposti a sud-ovest e le diverse stazioni di agrifoglio (Ilex spp.) presenti nella foresta.

Il Castello di Reggello e il parco

Il Castello si trova nei pressi dell’Abbazia.

La sua architettura e il suo aspetto attuale sono quelli voluti da Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona che ha ampliato e trasformato l’edificio preesistente tra il 1843 e il 1889.

Ferdinando è stato anche esperto ed appassionato di botanica, è stato proprio lui a riorganizzare la vasta area attorno al Castello, di circa 65 ettari, ossia 650.000 m2, creando il cosiddetto Parco Storico sono stati messi a dimora attorno all’antica _ragnaia_ formata da una fustaia di lecci (Quercus ilex), più di 130 specie rare ed esotiche allo scopo di avvicinare il visitatore, oppure l’ospite, alle meraviglie dello stile moresco della Villa-Castello.

Il binomio Castello-Parco Storico rappresenta un vero un unicum dal notevole valore non solo storico ma anche architettonico ed ambientale.

Il Parco è ricco di specie arboree introdotte, come le sequoie della California (Sequoia sempervirens), che proprio qui hanno trovato le condizioni ideali, ma anche di autoctone, tra cui le querce leccio (Quercus ilex), farnia (Quercus robur), cerro (Quercus cerris) e una sughera (Quercus suber).

Una curiosità, e allo stesso tempo una rarità di questo luogo è la cosiddetta “sequoia gemella”, alta più di 50 metri, con una circonferenza di 8,4 metri, che fa parte alla ristretta cerchia dei 150 alberi di eccezionale valore ambientale o monumentale in Italia

 

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Contatti

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