Villa Valmarana o Villa Cittadella Vigodarzere

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Nel piccolo centro di Saonara, sorge la villa cittadella Vigodarzere, ora Valmarana. La nascita del parco Valmarana, avvenuta nel 1817, è legata alla carestia del 1816, che mosse Antonio Vigodarzere, ricco proprietario terriero, a trasformare 10 campi agricoli in un giardino all’inglese con 35.000 alberi, per fornire un lavoro sicuro ai contadini in quell’anno rimasti disoccupati. La progettazione del parco fu affidata al famoso architetto Giuseppe Jappelli, abile nell’ideare paesaggi artificiosamente naturali, definiti romantici, che in quel periodo erano molto di moda. Jappelli trasformò circa 17 ettari di terreno in un parco all’inglese, realizzando un ampio prato ellittico coronato all’orizzonte da una fitta fascia di alberi, un lago, un sistema di montagnole, un recinto per cervi e la Cappella dei Templari. Essa, esempio dello stile neogotico, è dedicata alla rievocazione della tragica fine dei Cavalieri del Tempio. Costituisce il punto focale di un itinerario che proseguiva tra acque, cascatelle e luci improvvise provenienti dall’alto della vegetazione, fino all’enigmatica statua di Baffometto, il Nume protettore della Setta Massonica. Nonostante alcuni cambiamenti subiti dal parco nel corso del XX secolo, esso rimane un perfetto esempio di giardino romantico, all’interno del quale si possono ammirare anche splendidi alberi, tra cui un maestoso Taxodium distichum, e un lago, alimentato da numerose sorgenti, che cela al suo interno una piccola isola.

TRATTO DA: “i giardini delle ville venete”, di Camilla Zanarotti, Silvana Editoriale, per gentile concessione dell’autrice.

 A una decina di chilometri a sud est di Padova, sorge uno dei più straordinari giardini frutto dell’ingegno di Giuseppe Jappelli. Il progetto nasce in un periodo storico particolare sia per il committente Antonio Vigodarzere che per l’architetto. Come molte altre brillanti intelligenze d’Europa, entrambi erano affiliati alla massoneria ed erano sinceri sostenitori dei suoi ideali di Ragione e Fratellanza, molto simili a quelle Liberté, Egalité, Fraternité francesi. Queste simpatie politiche erano però costate allo Jappelli un lungo esilio in terra lombarda, prima di poter tornare a Padova, che dopo i francesi era passata agli austriaci. Rientrato dunque a Padova, nel 1815 a Jappelli si offrì un’opportunità per dare prova della sua abilità con l’incarico di allestire nel Palazzo della Ragione una degna coreografia per accogliere Francesco I d’Austria in visita alla città. In quest’occasione l’architetto dispiegò tutte le sue conoscenze di scenografo e di ingegnere delle acque ricreando all’interno del grande salone un meraviglioso giardino, con tanto di collinette, sorgenti e cielo stellato. E’ probabile che proprio in quell’occasione sia venuto in mente ad Antonio Vigodarzere che quello scenografo avrebbe potuto farsi interprete dei suoi ideali di rinnovamento. Inoltre, con la realizzazione del giardino avrebbe potuto dare una dimostrazione tangibile di quello spirito di fratellanza massonica e solidarietà filantropica, offrendo un’occasione di lavoro a centinaia di contadini provati dalla carestia del 1816. Antonio Vigodarzere mise a disposizione per la realizzazione del parco circa quattordici ettari di piatta campagna che l’architetto, grazie alle sue conoscenze idrauliche e abilissimi artifici scenografici, trasformò in uno straordinario giardino all’inglese, creando un boscoso paesaggio collinare in un gioco dell’illusione perfetto che poteva trarre in inganno anche i più avveduti visitatori.

Il parco è uno dei primi straordinari esempi di stile all’inglese in Italia. Qui vengono utilizzati con grande maestria molti elementi del repertorio che caratterizza lo stile paesaggistico, mettendo in risalto soprattutto il carattere romantico di un medioevo romanzato così caro anche alla cultura massonica. Un chiaro esempio è dato dalla Cappella dei templari, in cui vennero utilizzati autentici pezzi medievali provenienti dalla chiesa di S. Agostino di Padova, secolarizzata in epoca napoleonica e poi distrutta.

Jappelli interverrà a più riprese nel parco per più di tre decenni, fino al 1852, anno della sua morte. Per realizzare quei boschi che sembravano così naturali e spontanei in realtà erano stati messi a dimora più di 35.000 alberi, e creati dal nulla ruscelli, cascate, amene collinette e il grande lago nel quale alberi maestosi tuttora si specchiano. Magistrale è l’alternanza tra spazi aperti e boscosi che continuano a suscitare nel visitatore meraviglia nel susseguirsi di scorci pittoreschi.

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Contatti

Via Valmarana, 25 - Saonara(PD)

049 8790879

Altre info

Da marzo a novembre; visite su prenotazione

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