Albicocca di Valleggia

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L’albicocca di Valleggia si coltiva in una vasta zona che va da Loano a Varazze, immediato entroterra compreso, dal livello del mare fino a 300 m di altitudine. Ha buccia sottile, colore arancio e tanti puntini rosso mattone. Ha buccia sottile, colore arancio e tanti puntini rosso mattone. E’ di piccola dimensione ma il suo aroma e il suo sapore sono molto più intensi delle altre varietà sul mercato.
Difficile individuare le sue origini. Se ne trova traccia nella Statistica del dipartimento di Montenotte del prefetto napoleonico Gilbert Chabrol del Volvic. “Nel circondario di Savona” si legge nell’opera pubblicata nel 1824. Le succose albicocche di Valleggia, che raggiunsero il momento di massima espansione negli anni ’50-’60 quando i frutteti si estendevano per centinaia di ettari, da Loano a Varazze, e rappresentavano il 70% della produzione della provincia. Veniva esportata anche su mercati esteri -come quello svizzero e tedesco- con treni speciali che partivano proprio dalla Riviera.
Dagli anni ’70 fino agli anni ’90 iniziano gli espianti per lasciare spazio alle serre della nascente attività di florovivaismo e all’edilizia privata legata al turismo balneare. A Quiliano, una delle tre aree maggiormente interessate dalla coltivazione negli anni ’60, insieme a Finale Ligure e Spotorno, rimangono ancora frutteti, e di qui è iniziata l’attività di recupero e valorizzazione. Oggi esistono ancora alberi di cinquanta, settanta anni di età, ma anche risalenti al primo ‘900, anche la produzione attuale rappresenta una piccolissima parte rispetto alla produzione di 50-60 anni fa. Sono stati fatti nuovi impianti, ma sono ancora pochi rispetto alle potenzialità del territorio.

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