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Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino

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La Zona di Salvaguardia del Bosco delle Sorti si estende in un ambiente collinare a vocazione viticola che si sviluppa tra i 118 e i 311 metri sul livello del mare, in una zona di transizione fra la pianura alluvionale e le pendici, che salgono gradatamente verso la fascia appenninica. Il suo obiettivo è integrare e definire la conservazione e la gestione delle risorse naturalistiche e paesaggistiche in un contesto territoriale omogeneo, attraverso iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale, delle tradizioni, delle economie tipiche locali, di recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico.

Per quanto riguarda gli aspetti naturalistici, il clima è caratterizzato da precipitazioni scarse abbinato alla superficialità dei suoli ha determinato lo sviluppo delle formazioni vegetali xerotermofilia.

Al tempo stesso, la vocazione vinicola del territorio ha conferito loro una forte connotazione paesaggistica. Nella zona si producono infatti vini D.O.C. di grande pregio, come il Brachetto d’Acqui, il Dolcetto d’Acqui, il Barbera d’Asti e del Monferrato, il Cortese dell’Alto Monferrato, il Moscato d’Asti, l’Asti spumante.

La vegetazione

Le formazioni boscate sono inframezzate in modo discontinuo da vigneti, seminativi e prati stabili. I boschi, discretamente mantenuti in corrispondenza dell’area anticamente occupata dal Bosco delle Sorti, di circa 300 ettari, sono a prevalenza di roverella (Quercus pubescens) e cerro (Quercus cerris) nelle zone di crinale e nelle esposizioni più calde; nelle esposizioni più fresche prevalgono invece la rovere (Quercus petraea) e il castagno (Castanea sativa), accompagnati talvolta dalla farnia (Quercus robur).

In altre zone prevalgono specie esotiche e infestanti quali Robinia pseudacacia, Rubus spp., Clematis vitalba, Solidago gigantea.
Caratterizzano il sottobosco le ginestre Cytius scoparius, Genista germanica, abbastanza comuni e tipiche della brughiera, Cytisus villosus, qui al limite del suo areale, Genista cinerea, presente solo in Piemonte e in Liguria nella fascia compresa tra l’Appennino Ligure e le Alpi Marittime, ed Erica arborea, al limite settentrionale del suo areale, il cui mantenimento è legato alla pratica della ceduazione.

Si segnalano inoltre alcune specie di Orchidacee protette dalla legislazione regionale, tra cui Orchis morio, Orchis sambucina e Platanthera chlorantha.

La fauna

Nel parco vivono cinghiali, volpi, lepri europee, faine, tassi, ricci, scoiattoli, ghiri, toporagni e alcune specie di chirotteri. Tra gli uccelli, il picchio rosso, picchio verde, la civetta, il gufo, la poiana e alcune specie di interesse venatorio quali il fagiano, la starna, la quaglia, il germano reale.

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Contatti

Corso Vercelli, 3 - Trino(VC)

0161 828642

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