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Giardino alpino di Campo Imperatore V. Rivera

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ll Giardino Botanico Alpino Vincenzo Rivera di Campo Imperatore si trova lungo il pendio meridionale di Monte Aquila in prossimità del valico tra Campo Imperatore ed i Tre Valloni, ad una quota di 2.117 metri sul livello del mare, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso. È stato fondato nel 1952 dal professor Vincenzo Rivera, docente di Botanica all’Università di Roma e primo Rettore dell’Università dell’Aquila, e si estende su una superficie di 3500 metri quadrati. Il Giardino, riconosciuto di interesse regionale dalla Regione Abruzzo, ospita le piante degli habitat altitudinali che vivono oltre il limite del bosco, limitatamente al territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L’ambiente è molto selettivo a causa delle bassissime temperature, dei venti spesso violenti e dell’elevato innevamento; per tali motivi la stagione vegetativa è molto breve: in media 130 giorni all’anno. Le prime attività riguardavano il riconoscimento, la raccolta, la coltivazione e lo studio del più gran numero possibile di specie di pascolo montano, con la messa a dimora circa 300 entità alpine di varia provenienza. Di ognuna fu preparato un exiccatum: un interessante erbario, attualmente conservato nel Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università dell’Aquila. Dopo anni di abbandono, nel 1971 lo stabile e il terreno sono stati ceduti all’Università dell’Aquila, e affidati all’Istituto di Botanica.

Sezioni del giardino
Sistematica: raccoglie oltre 53 famiglie con 350 specie di piante autoctone, tra cui molti endemismi e relitti glaciali.

Roccera: formata da un accumulo di rocce e detriti, rappresenta l’ambiente severo nel quale le piant, vivono in condizioni estreme; tra le specie più tipiche vi sono quelle appartenenti ai generi Saxifraga app., Cerastium app., Arenaria spp., Achillea spp., Armeria spp., Isatis spp., Silene spp., Androsace spp., Crepis spp. e molte altre.

Festucheto: impiantato su brecciai che si originano dallo sfaldamento delle rupi, rappresenta un habitat estremamente ostile nel quale le piante devono sopportare la mancanza di acqua in superficie, il forte riscaldamento delle pietre ed il loro continuo movimento; una delle più diffuse e rappresentative è la festuca appenninica (Festuca dimorpha); altre sono  la viola di Eugenia (Viola eugeniae subsp. eugeniae), l’arenaria di Bertoloni (Arenaria bertolonii), la pulsatilla alpina (Pulsatilla alpina subsp. millefoliata) e l’erba-storna appenninica (Thlaspi stylosum).

Seslerieto: prateria a dominanza di Sesleria juncifolia, una graminacea a distribuzione balcanico-appenninica, che vive in particolare lungo le creste ventose dell’alta montagna, su suoli poco evoluti; tra le specie più frequenti che vi si trovano consociate, vi sono la carice di Kitaibel (Carex kitaibeliana) e l’eliantemo candido (Helianthemum oelandicum subsp. incanum).

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Contatti

L'Aquila(AQ)

0862 433212

Altre info

Da giugno a settembre.

10:00-17:30

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